stamattina mentre ero sul bus per andare a lavoro, nel traffico già rallentato dalla pioggia, ci siamo imbattuti in un corteo di studenti, che dal giulio cesare (su corso trieste) hanno fatto lo stesso percorso del bus fino all'incrocio con viale regina margherita.
... il traffico ne ha risentito.. si andava a passo d'uomo.. e alla fine sono arrivata a lavoro che erano quasi le 10!
mentre ero sul bus, ascoltando cmq la mia musica, mi guardavo intorno e riflettevo ... riflettevo su questi ragazzi... e sugli "adulti"...
ora, premettendo che io sono un pò fuori dal mondo perchè non vedo mai il tg e non leggo i giornali, per cui più o meno so perchè si manifesta, ma non nel dettaglio... insomma, io vedevo sti ragazzi e li vedevo tutti allegri, sotto la pioggia, che ridevano...
non so se la loro protesta servirà, dato che è da quando andavo a scuola io che si manifestava, non so se la loro è una vera protesta o piuttosto un pretesto per non andare a scuola... lasciamo perdere le cause del loro stare lì... quello che io vedevo erano dei ragazzi pieni di vita... che avevano detto "no" a un'imposizione dall'alto (l'andare a scuola)... dei ragazzi colorati.. dei ragazzi animati di sogni, di speranze, di voglia di divertirsi...
e ho ripensato a quando anche io facevo queste cose...
poi ho guardato dentro il bus e quello che ho visto è stata un'umanita stressata, preoccupata, incazzata dalle 9 del mattino, che sprigionavano parole di odio nei confronti di questi ragazzi, perchè stavano perdendo preziosi minuti lavorativi... visi stressati, visi incavolati, non un mezzo sorriso... vestiti scuri.. vestiti firmati con facce incavolate... mi è sembrato che queste persone non fossero mai state giovani... è come se avessero dimenticato il loro passato... posso capire che molti di loro non abbiamo mai manifestato a scuola, ma possibile che nessuno di loro abbia mai detto no a qualcuno o a qualcosa?
possibile che alle 9 del mattino uno è già stressato? possibile che la giornata sia riempita dal lavoro e basta?
poi ho guardato me.
io guardavo questi ragazzi con speranza e con invidia.
speranza perchè il loro manifestare serva a qualcosa,
speranza nei loro sogni, nel loro dire no, nel loro godersi la vita,
invidia perchè.. mi accorgo che non sono più in quella fase...
non riesco più a dire no, non riesco più ....
se quando io avevo quell'età avessi incontrato un qualsiasi mio collega attuale e mi avrebbe descritto, io non mi sarei riconosciuta.
mi sono accorta che sempre più mi sto trasformando in una persona ... come dire... "adulta e seria e per bene"... ma non che non voglio esserlo...
però penso che ho perso un pò di quello che era il mio spirito... di quello che era il mio piccolo animo ribelle.... sarà l'età.. sarà la società che ci piega... sarò io che mi son fatta piegare...
quando avevo quell'età immaginavo per me un futuro diverso, tipo andare in giro per il mondo con lo zaino in spalla...
...
e invece
...
per cui "cari adulti", non vi incavolate se la mattina arrivate a lavoro alle 9.30 anzichè alle 9, piuttosto approfittate di quella mezz'ora "persa" per ricordarvi che anche voi siete stati ragazzi... per capire quelle che sono le cose veramente importanti...
....
un pò di speranza e un pò di invidia nei confronti di questi ragazzi
spunte blu
3 anni fa
4 commenti:
bellissimo post! Lo condivido in pieno!
Tutto qui ciò che sai del casino che sta succedendo nel mondo della scuola?
PS: Brutta cosa l'invidia.
Io veramente ho fatto il processo inverso. Da giovane pensavo che vi fosse un DOVERE nella vita, delle REGOLE per essere una persona "per bene e seria" ed erano le regole e i doveri dettati dalla società, dalla comunità, dal professore, dal datore di lavoro...poi crescendo mi sono resa conto che è tutta una balla, i doveri e le regole per essere uomini adulti e per bene ce li dobbiamo creare noi, non sono quelli che ci impone la società. E doveri e regole, se ci sono, dovrebbero essere improntati solo a vivere civilmente con gli alri. Per il resto penso che ognuno abbia il diritto ad essere felice e non stressato a qualsiasi età e se non lo è vuol dire che forse farebbe meglio a dire no.
parole sante queste ultime, le condivido in toto
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