c'è un momento preciso....

la mattina alzarsi e venire a lavoro è sempre un piccolo trauma: uscire dal caldo delle coperte quando fuori è ancora buio, lavarsi con un occhio aperto e uno chiuso, raccimolare qualcosa per il pranzo, intanto salutare il marito con qualche grugnito reciproco...
e poi fuori, al freddo, all'ombra, fino alla fermata del bus... aspettare pazientemente un autobus in cui riesco ad entrare, fare la sardina, tra persone spesso stressate e nervose...
arrivare a piazza fiume, scendere, aspettare altro bus, risalire (per fortuna nel secondo tratto i bus sono meno pieni e il tratto è più corto e senza traffico!).
in tutto questo cerco... sottolineo cerco.. di leggere o ascoltare musica.
piazzale flaminio, via, a piedi per una decina di minuti, fino all'ufficio.

ma c'è un momento preciso... che considero il "buongiorno" personale che mi dà roma.
dopo circa 45 minuti tra attese, bus, freddo, ombra, gente ecc mi trovo ad attraversare ponte Regina Margherita.
alzo il volume della musica nelle orecchie per coprire i rumori del traffico.
la vista può spaziare sul fiume, non ci sono palazzi a bloccare lo sguardo o la luce del sole,
che finalmente si fa vedere.
il tevere, seppur marroncino, in lontananza sembra verde acqua, e riflette il sole.
i contorni degli edifici in lontananza sono un pò indefiniti.
l'acqua scorre sotto di me.. tutto passa... è un altro giorno...
e io canticchio sorridendo.

poi attraverso piazza della libertà.. e c'è quell'ultimo albero che saluto sempre col pensiero,
lo osservo aspettando anche quest'anno l'arrivo delle prime foglioline verdi, tra quei rami secchi e spinosi.

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